Enlighten your event n°6
Dobbiamo scusarci. Con voi tutti.
Questa newsletter, per quanto ufficialmente aperiodica, era una piccola promessa di dialogo, che ci permettesse di incontrarci, negli spazi bianchi tra le righe, almeno una volta ogni due/tre mesi.Una promessa disattesa, lo ammettiamo, a dispetto dell’inaspettato riscontro che aveva avuto.
Eppure le motivazioni della sua scomparsa sono state tutt’altro che infelici: sempre più DMC, aziende e incentive house ci hanno scelto come partner per i loro eventi (molto più che nelle nostre più rosee previsioni), e questo ci ha costretto a impegnare ogni nostra energia nella pianificazione e messa in opera di tutte quelle attività di teambuilding e di intrattenimento che avevamo progettato per loro.A questo si è aggiunto l’impegno assunto dal nostro direttore creativo come membro del board italiano di SITE, e qualche progetto un po’… sopra le righe!
Vorremmo però farci perdonare, e condividere quindi con voi qualcosa di quello che abbiamo visto, trovato, imparato.
Una parte, la trovate qui di seguito.
Per il resto, speriamo di incontrarci di presenza al più presto.
SPOTLIGHTS ON
- ROI: L’IRF (Incentive Research Foundation) ha di recente messo online uno strumento, assolutamente gratuito, per misurare il ROI di incentive e programmi similari. Basato sul Master Measurement Model, lo potete trovare qui.
- Interattività e sondaggi: Sempre sognato di introdurre dei sondaggi estemporanei durante un meeting? Poll Everywhere offre una valida soluzione, permettendovi di integrare sms, Twitter e altro ancora, mostrando i risultati in diretta. Completamente gratis nel caso di pochi partecipanti. Vale la pena dargli un’occhiata.
- Creative emotions: il contatto con il proprio target e la trasmissione di emozioni è la chiave di volta del successo, dicono gli esperti di marketing. Questa è un’idea di Disney per unire il reale con il virtuale, la tecnologia con la partecipazione diretta ed esperienziale… mica male, no?
- SITE Italy: L’associazione mondiale dei professionisti del mondo dell’incentivazione e della motivazione si è già da qualche mese dotata di numerosi strumenti “social”. Se il gruppo su Linkedin resta riservato ai soli soci, la pagina ufficiale su Facebook è invece aperta a tutti i professionisti e curiosi. La trovate all’indirizzo www.facebook.com/site.italy
- Azimut – creating emotions: Sul nostro sito ufficiale, ecco apparire, con tanto di foto e video, alcuni dei nuovi format realizzati quest’anno: Sapori di Sicilia, teambuilding gastronomico dal profondo retrogusto di Trinacria, e La Dolce Vita, una elegante serata di gala tra danza e musica, nella più felliniana delle atmosfere!
THEIR TWO CENTS
Google è una delle società di maggior successo al mondo. La gente da tutto il mondo ama Google. Ma la cosa davvero straordinaria è che la gente che lavora per Google ama questa azienda anche di più!
E, in effetti, Google si è sempre dimostrata eccezionale nel comunicare e condividere i suoi valori, il suo credo, e la sua passione.
Noi abbiamo avuto il piacere di intervistare Amy Brown, Responsabile eventi EMEA presso Google.
Amy, grazie per il tuo aiuto e il tuo tempo. Che tipo di eventi organizza Google ogni anno?
Google produce un’enorme varietà di eventi: circa 1000 ogni anno solo nella zona EMEA. Questi spaziano dai Developers Days, dedicati agli sviluppatori, a eventi speciali come lo Zeitgeist, a lanci di prodotto come il recente lancio del Google Art Project, a opportunità formative per piccole e medie imprese.
Quanti degli eventi che progettate sono per le vostre risorse interne, e quanti per clienti, stampa o altri gruppi?
Il 99% degli eventi che il mio gruppo organizza sono progettati per clienti, stampa e altri gruppi. Organizziamo una conferenza annuale per il nostro Sales Team, ma a parte questo, tutto ciò che facciamo è per i nostri utilizzatori, siano essi inserzionisti, consumatori generici o giovani che prendono parte a un Doodle per una competizione Google.
Che ne pensi dei viaggi d’incentivazione?
Possono essere esperienze straordinarie per rafforzare le relazioni con colleghi e/o clienti.
Quali parametri considerate quando selezionate una destinazione per un congresso, una convention o un viaggio incentive?
Teniamo conto di un grande numero di fattori prima di decidere dove tenere un evento, e per ciascun evento i fattori realmente importanti cambiano. Per alcuni eventi, il problema principale può essere legato alle dimensioni, dato che non molti posti possono ospitare e accomodare 3000 persone. Per altri, può essere la prossimità agli aeroporti, l’interesse culturale, trovarsi in un posto nuovo e differente, o la vicinanza con alcuni clienti.
Chi progetta l’evento? Voi o una DMC/PCO/Incentive House?
Ci affidiamo a diverse agenzie d’eventi per organizzare e produrre i nostri eventi.
Ci sono molti professionisti validi. Come selezionate i vostri fornitori?
Ci basiamo sulla creatività, l’esperienza, la nostra fiducia nella loro capacità di realizzare quanto promesso, e ovviamente sulla loro capacità di problem solving!
Che ne pensate delle attività di teambuilding? Ne prevedete nei vostri eventi?
Il mio team non si occupa personalmente di eventi di teambuilding interni – ma penso siano di grande, enorme importanza!
Misurate il ROI dei vostri eventi? Come?
Usiamo una serie di parametri che dipendono dagli obiettivi di ogni singolo evento.
Cosa mi dici della CSR (Corporate Social Responsibility)?
Essere socialmente responsabili è una parte rilevante della cultura di Google, non un qualcosa in più, ma proprio una parte essenziale del nostro approccio al lavoro. I googlers mettono un’incredibile passione nell’avere un impatto positivo nel mondo attorno a loro.
Credi che i meeting “faccia a faccia” saranno sostituiti dai meeting online?
Credo che entrambe le realtà già coesistano, e continueranno a coesistere. I meeting online permetto a più persone di prendere parte agli eventi o ad avere accesso a istruzione e formazione altrimenti difficilmente reperibile. Allo stesso tempo, i meeting reali e gli eventi stanno diventando sempre più importanti in un mondo perennemente online.
Ci leggono numerose agenzie di organizzazioni eventi. Come possono proporsi a Google come fornitori/organizzatori per il vostro prossimo evento?
Mandando delle informazioni complete sulla loro agenzia, sul tipo di eventi che producono, incluse fotografie, ai nostri uffici londinesi.
Enlighten your event n° 5
Appena un grado separa l’acqua calda dall’acqua in ebollizione.
Pochi centimetri distinguono un nuovo campione di salto in lungo.
Pochi decimi di secondo il vincitore della Formula Uno.
Un solo grado, centimetro e secondo può fare la differenza.
Anche per noi è così. E quel punto in più è dato da una formazione continua, curiosa, appassionata.
D’altra parte, aggiornarsi, confrontarsi, crescere, è parte di questo lavoro che si evolve con una rapidità innata.
Fortunatamente, quest’anno sembra offrirci nuove, stuzzicanti possibilità.
Solo nel primo trimestre, infatti, ben tre gli appuntamenti imperdibili:
Il Sicilia Convention Bureau organizza per il 10-12 febbraio un meeting formativo con ospiti internazionali e un programma d’altissimo livello per tutti gli operatori della filiera;
EMEC (la European Meeting and Events Conference), organizzata da MPI a Dusseldorf dal 12 al 15 febbraio, offre un rinnovato parterre di incontri;
infine, SITE, l’unica associazione mondiale dedicata al settore dell’incentivazione, offre una nuova, incredibile opportunità organizzando, dal 17 al 19 marzo a Firenze, il primo SITE EMEA Forum, dedicato ai professionisti europei e mediorientali.
Forse possono dare soltanto uno spunto in più.
Ma quello spunto potrebbe fare la differenza.
SPOTLIGHTS ON
- Parole parole parole: A tutti capita di dover tenere un discorso, in pubblico o in privato. Sebbene pratica e predisposizione probabilmente la facciano da padrone, Simon Maiers ci offre dieci stupendi consigli per parlare come un presidente. In inglese
- Dove va il mondo: TED è sempre una incredibile fonte di ispirazione. Simon Sinek affronta i temi della leadership, del marketing, della comunicazione, citando Apple, Martin Luther King, e perfino i fratelli Wright. Con sottotitoli in 28 lingue (Italiano incluso)
- Arte: Si dice sempre che ormai si è visto tutto. Tuttavia… date un’occhiata a Kumi Yamashita, un’artista che scolpisce le… ombre. Dimostrazione di incredibile talento e creatività. Scopritela, ad esempio, in questo video.
- Motivazione: Si parla sempre di chi non è capace di motivare le proprie risorse interne, ma bisogna anche dare atto che esistono aziende nelle quali è un piacere lavorare. Ecco qui infatti le classifiche dei migliori posti dove lavorare, in Europa, e in Italia.
- Azimut – creating emotions: è in aggiornamento il sito ufficiale di Azimut. Già online il nostro portfolio clienti aggiornato, e, a brevissimo, nuovi format, foto, video, e altro ancora. Stay tuned!
MY TWO CENTS
Se provate a cercare “team building gone wrong” su Google, vedrete comparire un milione di risultati diversi… Troppi probabilmente, per non rendersi conto che il team-building è una cosa seria, che influenza, positivamente o negativamente, tanto il networking che la motivazione dei partecipanti. Per questo, va progettato e concretizzato da gente qualificata.
Ma come discernere il grano dal loglio?
Esplorate il sito dell’agenzia di team-building. E’ il suo core-business? Contiene foto e video di eventi reali, e non immagini di repertorio scaricate da internet? Ha un portfolio clienti di valore? Delle case-histories attendibili?
Addirittura nessun sito web? Pessimo indizio…
Verificate che sia membro di associazioni di settore riconosciute. Per il settore dell’incentivazione, SITE è l’unica società mondiale totalmente dedicata al settore. MPI e Federcongressi garantiscono comunque una conoscenza approfondita del campo della motivazione.
Chiedete cosa sia il team building. Se sono veri professionisti, saranno ben felici di parlarvi delle teorie alla base del teambuilding, e perlomeno accenneranno a Maslow, Herzberg, Tuckman… se non lo faranno, la verità, probabilmente, è che non sanno di cosa stanno parlando!
Fornite un breve brief, e attendete: Se non vi chiedono nulla, probabilmente non sanno cosa chiedere! Un’agenzia seria vi domanderà invece molte cose: ad esempio, il numero, l’età e il sesso dei partecipanti, informazioni su passate esperienze, cosa volete comunicare, che skill volete migliorare o testare (team building, comunicazione, problem solving, leadership, fiducia, ecc.). Queste domande non possono essere evitate se davvero volete un’esperienza formativa!
Enlighten your event n° 4
Gli eventi non sono tutti uguali.
Cambiano i partecipanti, i luoghi, i mezzi a disposizione, i metodi, gli obiettivi.
Cioè: chi, dove, cosa, come e (soprattutto) perché.
Eppure spesso si assomigliano, seguono le stesse regole di forma e di sostanza (vestiario delle hostess, numero di portate alla cena di gala, ecc.), tanto da essere indistinguibili gli uni dagli altri…
Tralasciando il contributo a questo trend fornito dalla pigrizia intellettuale degli organizzatori d’eventi, il fattore principale è la sacralizzazione della tradizione.
La tradizione, d’altra parte, è a prova di rischio: ci assolve dalle sue colpe e dalle sue mancanze, affrancandoci dalla responsabilità di proporre delle alternative più adatte a quell’unico evento.
Ma oggi non si può accettare di essere soltanto un sacerdote della tradizione. Non è questo ciò che chiede il mercato, che infatti sempre più spesso scavalca le agenzie d’eventi proprio perché in esse non trova quella personalizzazione che potrebbe essere un primo e fondamentale valore aggiunto.
Per questo, la tradizione andrebbe sostituita con la memoria.
La tradizione è rigida, immutabile, cristallizzata.
Fa rima con costrizione.
Uno sguardo fisso al passato che ignora presente e futuro.
La memoria è tutt’altra cosa.
E’ esperienza, conoscenza, competenza.
La memoria permette di imparare dai propri errori.
E’ un passato aperto a reinterpretazioni future.
In fondo, fare le cose sempre allo stesso modo porterà sempre agli stessi risultati.
Per ottenere qualcosa di nuovo, bisogna saper cambiare.
SPOTLIGHTS ON
- Come lavorare meglio: è una domanda che ci poniamo tutti, in un modo o in un altro. Tra le soluzioni, i decaloghi, le proposte più disparate, personalmente preferisco il decalogo proposto dagli artisti svizzeri Fischli e Weiss, e che potete trovare un po’ ovunque in rete, nel nostro ufficio, oppure qui.
- Dove va il mondo: La conoscenza è la base della preveggenza, diceva un celebre condottiero un po’ di tempo fa… così, eccovi nuove armi per il vostro arsenale: da pochi giorni è disponibile sul sito dell’EIBTM l’edizione 2010 dell’ormai consueto Industry trends and market share report. Buona lettura!
- Entertainment: Di recente ci siamo ritrovati ad affrontare l’argomento del valore reale e della percezione del valore di un artista, e di come questo influenzi l’intera esperienza. Uno dei più grandi violinisti al mondo si è prestato a un illuminante esperimento per il Washington Post: suonare in una metropolitana, in incognito (ma con uno Stradivari originale!), come fosse un artista di strada. Secondo voi, la gente si fermerà ad ascoltarlo?
- What REALLY motivate us: La motivazione è davvero una questione di denaro, o esistono dei casi in cui a un premio può seguire un calo delle prestazioni? Date un’occhiata ad alcuni risultati, raccontati da Dan Pink in questa divertente versione animata di uno dei suoi discorsi…
- Azimut – creating emotions: Azimut si evolve: da Gennaio il nostro catalogo sarà ufficialmente aggiornato, con prezzi ovviamente riservati per gli operatori del settore. E poi, è già in cantiere una sorpresa per il mese successivo, che siamo certi vi sarà gradita. Per ora, però, permetteteci di invitarvi a dare un’occhiata a nuovi video relativi alla nostra cena a tema Il Padrino e a Emotions in a Bubble. Buon divertimento!
MY TWO CENTS
Dicembre. Tempo di bilanci.
Ma non sono le cifre che mi interessano, in questo momento dell’anno.
Sono le cose che ho imparato, che ho ritrovato o che mi hanno fatto crescere, quelle che contano davvero…
Si accavallano nella memoria decine di eventi diversi, qualche migliaio di persone incontrate, a volte solo per poche ore o giorni, e una dozzina scarsa di incontri fortunati con scrittori di best seller mondiali, geni della finanza, artisti di Hollywood, amministratori di multinazionali.
O con persone senza un nome famoso alle spalle, ma capaci di donare quell’intuizione, quell’idea, quella visione che poi germina e cresce.
Ad esempio, ho imparato o ritrovato…
- …Che le idee nascono nel momento in cui universi diversi collidono: si nutrono di altre idee. Chi non guarda davvero, non cresce. Non è un caso che le idee innovative odino gli esperti e si affidino ai principianti, perché questi non vedono limiti, ma solo opportunità.
- …Che ciò che ieri era eccezionale, oggi è la normalità. Il mondo cambia rapidamente. Essere eccellenti non basta, quindi: è solo la base sulla quale costruire la propria unicità. Se ieri eri eccellente, oggi potresti essere soltanto uno tra i tanti.
- …Che è finita l’epoca dei fornitori, ed è l’ora dei consulenti. Se non si è capaci di fornire un vero valore aggiunto, si è destinati a scomparire. Nel nostro settore, ad esempio, oggi chiunque è capace di trovare da solo un albergo o un ristorante, anche dall’altra parte del mondo. Riuscite a vedere e a fare vedere il vostro valore aggiunto?
- …Che sebbene io ami profondamente il mio lavoro, ed è quello che ho scelto, c’è un tempo per un lavoro, e un tempo da dedicare alle persone care. Anche soltanto per un sorriso. Perché è una cosa di cui loro hanno bisogno. E perché è una cosa di cui ho bisogno anch’io.
Enlighten your event n° 3
Se controlli la tua email ogni 5 minuti, 8 ore al giorno, per 5 giorni la settimana, in un anno sono oltre 23.000 volte.
Un numero impressionante, ma sono certo lo consideri naturale… quasi inevitabile.
Ma se ti fermi a pensare ai secoli, anzi, ai decenni passati, non puoi che renderti conto che fino a poco tempo fa questo “collegamento continuo” era impensabile.
Insomma, viviamo nell’epoca più rapida che sia mai esistita.
Ci affanniamo all’inseguimento di qualcosa, eppure temiamo sempre di non fare abbastanza. Siamo affamati di tempo, di risultati, di sicurezze.
Le conseguenze, se freni anche solo per un attimo, sembrerebbero poter essere fatali. Per te, per il tuo business, per il mondo che hai faticosamente costruito.
Tuttavia… stacca tutto!
Anche solo per un giorno.
Per ricaricare le pile, riconquistare i tuoi spazi, fare quella telefonata o incontrare quell’amica che non vedi più.
Per verificare che il mondo, dopo tutto, può fare a meno di te per 24 ore.
E ora, che finalmente hai recuperato del nuovo tempo libero,
buona lettura
SPOTLIGHTS ON
- OneBag: Il problema del bagaglio è uno di quelli che attanaglia buona parte della nostra vita lavorativa. Personalmente e come professionisti spesso in giro per il mondo. Vi consigliamo quindi una rapida visita a www.onebag.com, sito-guru che insegna i segreti di viaggiare leggeri e felici. Da consigliare anche (soprattutto?) ai vostri clienti!
- Un libro in valigia: L’estate non sarebbe Estate senza la lettura di un buon libro! Ve ne suggeriamo tre: recentemente regalatomi da un carissimo amico “Il monaco che vendette la sua Ferrari”, di Robin Sharma, un romanzo sulla ricerca di noi stessi, che fa pensare e che fa agire; difficile da trovare e solo in inglese, “One life, one meeting”, di Mike Lipkin, è invece un libro sull’eccellenza, sulla comunicazione e sulla crescita personale, scritto da uno dei più capaci motivational speaker al mondo; infine, “L’arte di annacarsi – un viaggio in Sicilia”, di Roberto Alajmo, è infine un viaggio attraverso i luoghi, ma soprattutto attraverso le stravaganze e peculiarità della Sicilia (“Annacarsi” è già di per se un verbo curioso e intraducibile: rappresenta il massimo movimento possibile senza spostamento alcuno. Un “movimento immobile” che ben rappresenta, in fondo, l’eterno spirito siciliano).
- Azimut – creating emotions: I nostri uffici chiudono dal 13 agosto al 2 settembre. In caso vogliate contattarci per questioni urgenti, potete trovarci sotto il terzo ombrellone sulla destra, in riva al mare. Buone vacanze!
MY TWO CENTS
Con un tonfo fragoroso, i vecchi miti sono definitivamente caduti.
La crisi ne ha picconato le fondamenta, e il nostro settore ne è uscito rinnovato.
Tuttavia, per ogni vecchio mito perduto, ne abbiamo creato uno nuovo, in una ricerca di nuove certezze e rassicurazioni.
Ad esempio…
Il nuovo marketing si svolge sui social media: Niente di più falso! Se i social media sono senza dubbio un’interessante nuovo strumento di marketing, la maggioranza di aziende non presenti sul social-web, e che di certo non rischiano di fallire per questo, dimostrano che non è di certo l’unica via. Unicuique suum, diceva qualcuno più saggio di me, e, come in un vero patto con il diavolo, se è vero che i social media costano poco o niente, dall’altra parte necessitano considerevoli risorse in termine di tempo, energie, e… capacità d’ascolto!
Le riduzioni ai budget significano tagli indiscriminati: E’ vero, i budget dedicati agli eventi sono stati spesso ridotti, ma dopo un primo periodo di sbandamento, le aziende hanno riformulato questa verità. Sono finiti i tempi delle vacche grasse, ma solo perché ne è stato fatto un serio abuso. Gli eventi guadagnano terreno come forma di comunicazione e motivazione (lo dicono tutti gli osservatori), ma i committenti sono sempre più attenti.
Non è quindi solo una questione di costi, come farebbe piacere credere per levarsi un peso dalla coscienza.
E’ una questione di valore aggiunto.
Il mondo degli eventi è nel bel mezzo di una rivoluzione “green”: Guardiamo in faccia la realtà: il settore MICE è ben lontano dal diventare green. Se ne parla sempre di più, ma in fondo la realtà cambia davvero pochissimo. Gli unici accorgimenti ecologici che realmente hanno preso piede sono quelli che hanno un immediato riscontro economico in coloro che li operano. Pensiamo all’utilizzo di filtri miscelatori per l’acqua (che, miscelando acqua e aria, portano un immediato risparmio), o alla pratica di “consentire” agli ospiti di un albergo di non fare lavare i propri asciugamani. Molto meno consuete sono invece tutte quelle pratiche green che richiederebbero un reale investimento in denaro (come l’utilizzo di carta riciclata) o qualche sacrificio (come rinunciare alle auto per degli autobus).
In fondo, è nella natura umana: la carota funziona molto meglio del bastone, e argomenti astratti come il “futuro del mondo” non hanno mai davvero cambiato il mondo.
Nel 2009, Bruce Mau scrisse un brevissimo essay sull’argomento che recitava “Ci vuole seduzione, non sacrificio. (…) Rendere le vie della sostenibilità più convincenti, più affascinanti, più appassionanti e piacevoli di quelle della distruzione a breve termine.”
La rivoluzione, quindi, è purtroppo ancora lontana…
Enlighten your event n° 2
Leggo tutte le riviste di settore, o quasi.
Beh, a dire il vero, leggo un po’ di tutto, in maniera convulsiva e disordinata, come ben sanno i miei amici e colleghi.
Forse semplicemente adoro la fragranza della carta e dell’inchiostro che si intrecciano, o il rumore delle pagine che si sfogliano una dopo l’altra.
Ma…
Ma internet ha un vantaggio che la carta stampata, pur con il suo innegabile fascino e la sua autorità, non possiede:
l’interattività.
E non parlo soltanto del fatto che una newsletter come questa possa avvantaggiarsi di hyperlink verso video, foto o altre pagine web, tramutandosi in una rete di collegamenti e opportunità.
Ma anche del fatto che è più facile, forse più “diretto”, sentirsi chiamati in causa e rispondere, creare un dialogo, con una newsletter come questa piuttosto che con una rivista patinata.
Quasi si annullano le distanze, reali o immaginarie che siano.
Non molti scrivono a una rivista, dicevamo. In tanti invece ci hanno scritto, dopo il primo numero di questa newsletter.
E per questo vi ringraziamo tutti, chi ci ha scritto e chi ci ha telefonato, condividendo commenti, idee, curiosità, domande e risposte.
E anche semplicemente chi ha silenziosamente apprezzato.
E chi, ancora una volta, ha la pazienza di leggerci.
Grazie a tutti, e buona lettura.
SPOTLIGHTS ON
- Meetings deliver: Tutti i professionisti del settore sanno quanto gli eventi aiutino i loro committenti a migliorare il proprio business. MPI vi offre finalmente il modo per mostrarlo e dimostrarlo ai vostri clienti. O ai vostri futuri clienti. In inglese.
- ROI & ROO: Quasi lo stesso argomento, altro punto di vista. SITE ha appena pubblicato un’interessante ricerca, disponibile gratuitamente online, sul ROI (return on investment) e il ROO (return on objectives) degli eventi. Meglio dargli un’occhiata. In inglese.
- The Marshmallow Challenge: è un’attività di team building, un esperimento sociale (ne ha parlato anche TED – Ideas Worth Spreading), e soprattutto una singolare esperienza nei campi della creatività e della collaborazione. E da domani potete farla vostra, assolutamente gratis. La sfida è semplice: costruire una torre quanto più alta possibile utilizzando soltanto spaghetti, un nastro, spago, e una caramella gommosa. Secondo dati statistici, chi riuscirà meglio nell’intento? Gruppi di laureati in importanti business school o bambini dell’asilo? Avvocati o architetti e ingegneri? Scopritelo da soli, nel sito ufficiale.
- Entertainment: Igudesman e Joo sono due musicisti classici che hanno suonato con le più importanti orchestre del mondo. Da qualche anno, invece, girano con un loro spettacolo. Dissacrante, provocatorio, educativo, ma soprattutto divertente. Miscelando brani di Mozart con il tema di James Bond, ad esempio, o spiegando, a modo loro, la difficoltà “fisica” di suonare alcuni brani di Rachmaninov.
Innovazione e tradizione. Assolutamente da vedere per cogliere la chiave del loro successo.
- Azimut – creating emotions: Azimut – creating emotions è ormai da mesi anche su Facebook, con quasi 700 amici e 900 fan. Nelle sue pagine, aggiornamenti continui e le foto di alcuni dei più recenti eventi. Curiosi di scoprire cosa abbiamo combinato negli ultimi mesi? Date un’occhiata!
MY TWO CENTS
…E a un certo punto, fatalmente, te ne rendi conto: non lavori nel campo del turismo.
Anzi, ti rendi conto che buona parte dei tuoi colleghi, dei PCO e delle Incentive House, come te, non lavorano affatto nel turismo.
Ammettiamolo, all’inizio è destabilizzante.
Facciamo un bel respiro profondo.
Certo, si vendono servizi turistici: trasporti, ricettività, ristorazione, ecc.
Ma non è questo quello viene acquistato dai nostri clienti.
Loro comprano comunicazione per la propria azienda.
Acquistano momenti in cui creare e cementare conoscenze, condividere idee e informazioni, motivare gli stakeholder.
In sintesi: Networking, Learning, Motivation.
Insomma, i nostri clienti guardano al contenuto e non al contenitore.
E questo crea un divario concettuale tra molti operatori e i loro clienti, tra chi vende ancora “contenitori” e chi invece guarda al “contenuto”.
Fortunatamente, le cose stanno cambiando, e anche piuttosto rapidamente.
Libri come “Meeting Architecture” di Maarten Vanneste ne sono dimostrazione tangibile, così come la nascita esponenziale di blog e newsletter e il proliferare di presenze su Facebook e sui social network sono il segno di una crescente voglia di comunicare e di confrontarsi.
Anche se a volte si tratta semplicemente di una scaltra (?) mossa pubblicitaria.
Insomma, il mercato è mutato, è più consapevole.
Si pone domande.
E per questo, probabilmente, troverà nuove risposte.


























